martedì 28 luglio 2009

Le ere del wireless

Voglio anticiparvi il contenuto dell'editoriale del numero di settembre di Firmware (http://www.fwonline.it/). E' sostanzialmente una considerazione sul futuro del wireless che prende spunto da una trattazione di Simon Saunders, attuale presidente del Femtocell Forum (http://www.femtoforum.org/) secondo il quale il futuro del wireless può essere classificato in tre "ere" evolutive:

  • l’era delle proliferazione (2007-2011);
  • l’era della somiglianza (2012-2016) ;
  • l’era della quotidianità (2017-2026).

L’era in cui viviamo dovrebbe quindi prevedere un sostanziale incremento del traffico dati wireless. Segnali in questo senso sono ampiamente visibili nel campo della telefonia cellulare in cui la crescente concorrenza tra providers e l’utilizzo di nuove tecnologie stanno contribuendo ad incrementare l’offerta di servizi mobile. A partire dal 2012 è prevista una lenta convergenza tra le varie tecnologie, che porterà alla realizzazione di sistemi wireless di complessità sempre crescente grazie ai quali il traffico dati machine-to-machine supererà quello tra persone. Solo dopo il 2017 il wireless sarà completamente penetrato nella quotidianità. Da questo momento in poi l’interesse si sposterà dalle infrastrutture verso i contenuti che saranno forniti da providers specializzati e operanti su infrastrutture condivise. Lo scenario è piuttosto chiaro anche se, ad oggi, sembra evidente un ritardo di un paio di anni su quanto previsto da Saunders. Tra le tecnologie wireless risuona frequentemente il nome Zigbee ed è proprio a questo protocollo di comunicazione che dedichiamo questo numero con due ampi articoli che trattano sia gli aspetti tecnici della tecnologia, sia possibili soluzioni hardware disponibili sul mercato. Un’ottima occasione per approfondire le proprie conoscenze in campo wireless, in attesa di entrare nella prossima era.

1 commento:

  1. La recente tragedia estiva avvenuta nei cieli di New York sopra il fiume Hudson, consistita nello scontro tra un velivolo "piper" e un elicottero noleggiato per un semplice giro turistico, mi ha fatto sorgere alcune perplessità. Il primo pensiero va, ovviamente, alle vittime dell'incidente. In secondo luogo, da ingegnere che ha lavorato 5 anni in un reparto di progettazione avionica, mi domando come mai non si sia ancora pensato di dotare tutti i mezzi mobili, sia di aria che di terra, di semplici dispositivi radio di auto-segnalazione a breve-medio raggio. Tali sistemi, del costo di poche centinaia di euro, consentirebbero di salvare la vita di migliaia di persone ogni anno. Inviare segnali (o codici particolari di riconoscimento) via radio è infatti il modo più semplice di estendere la portata dei nostri sensi. Basterebbe un trasmettitore omnidirezionale di pochi milliwatt (accoppiato ad un opportuno ricevitore) per informare o allertare un pilota di velivolo (o un automobilista, nel caso di mobilità terrestre) dell'approssimarsi di un altro mezzo e quindi dargli il tempo di evitare uno scontro.

    Agostino Rolando

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