lunedì 20 luglio 2009

72 anni fa l'addio al padre della radio

Il 20 luglio 1937 si spegneva a Roma il padre della Radio: Guglielmo Marconi. Un genio che ha rivoluzionato il nostro modo di comunicare.

Se sapesse quante informazioni viaggiano oggi sulle onde radio sarebbe veramente fiero della sua scoperta. Si narra che Marconi, appena ventenne, una notte sveglia la madre e la invita nel suo rifugio segreto. Su un bancone vi è un tasto telegrafico: basta premerlo per far squillare il campanello dall'altro lato della stanza. Il giorno dopo anche il padre assiste all'esperimento. Quando si convince che il campanello suona senza collegamento con fili, mette mano al portafoglio e regala al figlio i soldi necessari per l'acquisto di nuovi materiali. Gli esperimenti continuano e lo portano dritto al nobel per la fisica che gli viene conferito nel 1909. Quest'anno ricorre dunque anche il centenario del nobel a Marconi per cui dedicheremo un articolo su Fare Elettronica a questo genio di inizio secolo per ricordare le sue scoperte. Una comanda mi risuona in testa... chissà se esiste il "Marconi" del XXI secolo...

2 commenti:

  1. Mi ha sempre affascinato la figura di Guglielmo Marconi. La prima volta che lo "conobbi" fu da bambino, grazie a un bellissimo film sulla sua vita che vidi in TV (erano i tempi in cui la televisione svolgeva ancora un importante ruolo divulgativo ed educativo). Mi ricordo ancora la scena in cui Guglielmo, da ragazzo, si guadagnava qualche spicciolo facendo semplici lavoretti per i vicini di casa e, ovviamente, inventando marchingegni elettrici atti a svolgere con minor fatica quei compiti.
    Da allora ho sentito che la mia strada sarebbe stata, in qualche modo, legata a Marconi. In seconda media mi comprai un bignami sulle antenne. Volevo capire il segreto di come poteva un'onda elettromagnetica propagarsi nello spazio. Mi sembrava un miracolo che un segnale potesse trasmettersi a distanza e volevo assolutamente capire quel segreto. Diversi anni dopo, con gli strumenti di conoscenza più adatti, mi dedicai all'autocostruzione e, devo dire, sono molto orgoglioso dei risultati ottenuti.
    Agostino

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  2. è questa una di quelle eccellenze italiane di cui dover andar fieri, senza dover scomodare leonardo o michelangelo

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