venerdì 13 novembre 2009

Il futuro dei sensori low-cost

La cronaca dei nostri giorni registra non poche situazioni in cui persone normalissime si vengono a trovare in grave pericolo per una banale disattenzione.

Ad esempio, ha fatto il giro del mondo - grazie a Youtube - la disavventura della neonata miracolosamente illesa dopo essere caduta sui binari della metropolitana - a Melbourne - mentre sopraggiungeva un convoglio.



Nellà mia città, un pensionato è stato travolto da uno scooter poichè, essendo caduto mentre attraversava la strada a semaforo verde, non ha fatto in tempo a rialzarsi e a raggiungere il marciapiede opposto prima che il semaforo diventasse rosso.

Tutte queste situazioni si potrebbero rendere innocue se si utilizzassero semplici sistemi automatici di rivelazione, segnalazione e controllo.

Ma perchè non lo si fa ? Penso che le motivazioni siano di due tipi: la prima è di tipo legislativo: non vi sono norme che regolamentino queste situazioni: ci si limita ad osservare quanto succede e a rammaricarsi quando qualcuno ci rimette la pelle. La seconda è prettamente dovuta alla misconoscenza delle potenzialità di impiego delle tecnologie elettroniche nell'ambito della sicurezza.

Per migliorare le cose occorrerebbe affrontare il problema da entrambe le prospettive. Come ? Innanzi tutto con la divulgazione nelle scuole, con la presa di coscienza da parte della classe politica, con l'impegno concreto dei tecnici progettisti. Potrebbe anche nascere un nuovo filone imprenditoriale mirato a produrre tecnologie per la messa in sicurezza degli impianti "a rischio" di utilizzo pubblico. Un contributo notevole potrà anche derivare dalla disponibilità di dispositivi a basso costo.

Agostino Rolando

martedì 28 luglio 2009

Le ere del wireless

Voglio anticiparvi il contenuto dell'editoriale del numero di settembre di Firmware (http://www.fwonline.it/). E' sostanzialmente una considerazione sul futuro del wireless che prende spunto da una trattazione di Simon Saunders, attuale presidente del Femtocell Forum (http://www.femtoforum.org/) secondo il quale il futuro del wireless può essere classificato in tre "ere" evolutive:

  • l’era delle proliferazione (2007-2011);
  • l’era della somiglianza (2012-2016) ;
  • l’era della quotidianità (2017-2026).

L’era in cui viviamo dovrebbe quindi prevedere un sostanziale incremento del traffico dati wireless. Segnali in questo senso sono ampiamente visibili nel campo della telefonia cellulare in cui la crescente concorrenza tra providers e l’utilizzo di nuove tecnologie stanno contribuendo ad incrementare l’offerta di servizi mobile. A partire dal 2012 è prevista una lenta convergenza tra le varie tecnologie, che porterà alla realizzazione di sistemi wireless di complessità sempre crescente grazie ai quali il traffico dati machine-to-machine supererà quello tra persone. Solo dopo il 2017 il wireless sarà completamente penetrato nella quotidianità. Da questo momento in poi l’interesse si sposterà dalle infrastrutture verso i contenuti che saranno forniti da providers specializzati e operanti su infrastrutture condivise. Lo scenario è piuttosto chiaro anche se, ad oggi, sembra evidente un ritardo di un paio di anni su quanto previsto da Saunders. Tra le tecnologie wireless risuona frequentemente il nome Zigbee ed è proprio a questo protocollo di comunicazione che dedichiamo questo numero con due ampi articoli che trattano sia gli aspetti tecnici della tecnologia, sia possibili soluzioni hardware disponibili sul mercato. Un’ottima occasione per approfondire le proprie conoscenze in campo wireless, in attesa di entrare nella prossima era.

lunedì 20 luglio 2009

72 anni fa l'addio al padre della radio

Il 20 luglio 1937 si spegneva a Roma il padre della Radio: Guglielmo Marconi. Un genio che ha rivoluzionato il nostro modo di comunicare.

Se sapesse quante informazioni viaggiano oggi sulle onde radio sarebbe veramente fiero della sua scoperta. Si narra che Marconi, appena ventenne, una notte sveglia la madre e la invita nel suo rifugio segreto. Su un bancone vi è un tasto telegrafico: basta premerlo per far squillare il campanello dall'altro lato della stanza. Il giorno dopo anche il padre assiste all'esperimento. Quando si convince che il campanello suona senza collegamento con fili, mette mano al portafoglio e regala al figlio i soldi necessari per l'acquisto di nuovi materiali. Gli esperimenti continuano e lo portano dritto al nobel per la fisica che gli viene conferito nel 1909. Quest'anno ricorre dunque anche il centenario del nobel a Marconi per cui dedicheremo un articolo su Fare Elettronica a questo genio di inizio secolo per ricordare le sue scoperte. Una comanda mi risuona in testa... chissà se esiste il "Marconi" del XXI secolo...

giovedì 16 luglio 2009

Elettronica questa sconosciuta

In effetti mi sono sempre chiesto cosa può spingere un giovane ad avicinarsi al mondo dell'elettronica nel 2009: c'è troppo da studiare! Le alternative sono molte e tutte fruibili velocemente, si può diventare esperti di social network, di videogiochi o peggio ancora di "cracking" in pochissimo tempo, e guadagnarsi il riconoscimento degli amici con un piccolo sforzo. Con l'elettronica è tutta un'altra storia, far vedere ai propri amici con soddisfazione di aver realizzato qualcosa richiede molto tempo e moltissimo sacrificio, ammesso che a loro interessi poi! E noi cosa ci stiamo a fare qui? Con che speranza riusciremo a coinvolgere ed aggiungere qualche nuova entità al nostro mondo? Mi piacerebbe leggere qualche post dei più giovani su questo punto.

A presto, A. Cirella.

martedì 14 luglio 2009

36Kbyte per la luna

Il 21 Luglio ricorre il quarantennale dello sbarco sulla luna. Nel frattempo la tecnologia ha fatto passi da gigante, ma il sistema elettronico dell’apollo 11 disponeva di soli 36Kbyte di memoria programma.

"E’ un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'umanità".
Furono queste le prime parole pronunciate da Armstrong mentre, il 21 luglio 1969, posava il piede sul suolo lunare. Un grande traguardo, ma ancora più grande se si pensa alle tecnologie disponibili all’epoca! Il computer del modulo Apollo aveva 2 processori, su cui girava il software PGNGS (Primary Guidance, Navigation, and Control System). I processori avevano parole da 16 bit ed erano fisicamente realizzati a discreti, con circa 3000 porte logiche incapsulate in singoli chip. La memoria totale era di 36KB per contenere il programma e 2KB per le variabili temporanee, le dimensioni erano 60x32x15cm e consumava 70W. Non c'era ovviamente un sistema operativo, ma il solo software di gestione. Dal punto di vista dell'architettura e del tipo di programmazione, quel genere di computer si può paragonare ad un moderno microcontrollore, tipo quelli che vengono inseriti nelle centraline degli antifurti o nelle smart-card. Nonostante la tecnologia fosse piuttosto primitiva (il transistor era stato inventato poco più di dieci anni prima) i componenti erano costruiti con tutti gli accorgimenti del caso: i package erano in grado di sopportare e schermare le radiazioni ionizzanti e le scariche elettrostatiche ed nel software erano implementati algoritmi fault tolerance estremamente efficienti. Nell’era moderna, in cui abbiamo bisogno di oltre 1GByte per far girare il solo sistema operativo, la missione Apollo 11, a mio avviso, ha dell’incredibile!

stato liquido??

Come un liquido si adatta alla forma del recipiente che lo contiene, anche l'elettronica si evolve a seconda delle esigenze. Da vent'anni a questa parte la società ha assunto un profilo neurocentrico in cui il bisogno di essere sempre connessi, sempre in comunicazione è divenuto quasi una questione di sopravvivenza. Così l'elettronica c'è venuta in aiuto creando i palmari, i cellulari. Adesso si parla tanto di wireless e così l'elettronica ha sfornato moduli Wi-Fi, Bluetooh, Zigbee.

Questo blog ha come tema prinacipale l'elettronica nelle sue più svariate forme. Un punto di incontro tra appassionati, operatori del settore, progettisti per discutere sull'evoluzione dell'elettronica, delle tecnologie dei protocolli di comunicazione.